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news|06/05/2021

Zuccheri: cosa sono e dove si trovano?

Un primo approfondimento con la Dott.ssa Benedetta Raspini

La dolcezza ha un fascino universale: per molto tempo, non si è mai discussa la bontà degli zuccheri nell’alimentazione. Ma conosciamo davvero l'impatto che hanno su dieta e salute? 
 
Con l'aiuto della Dott.ssa Benedetta Raspini, biologa e nutrizionista, vogliamo approfondire il tema iniziando a chiederci: cosa sono gli zuccheri e dove si trovano?
 
Gli zuccheri sono carboidrati ‘semplici’ che si distinguono in monosaccaridi e disaccaridi a seconda che siano costituiti da una o due molecole.  Gli zuccheri semplici presenti nella nostra alimentazione sono il glucosio, il fruttosio, il saccarosio, il lattosio e il maltosio. Hanno tutti sapore più o meno dolce, apportano tutti 4 calorie per grammo e sono variamente distribuiti nei seguenti alimenti: 
Frutta 
Verdura 
Latte e yogurt 
Dolci in genere e bevande zuccherate 
Zuccheri aggiunti come tali da noi (per esempio quelli messi nel caffè, che siano di canna o di barbabietola, con le varie sfumature di raffinazione, fruttosio in bustine, miele, sciroppo d’acero, zucchero di cocco, ecc). 
 
Quali sono i limiti giornalieri? 
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare una quantità di zuccheri semplici pari al 10% dell’introito calorico giornaliero: per un adulto con un fabbisogno di circa 2000 calorie, questa quantità corrisponde a 50 grammi (10 cucchiaini) al giorno. 
C’è però una distinzione da fare fra: 
  • zuccheri naturalmente presenti nel cibo, in sostanza quelli contenuti nella frutta, come il fruttosio, o nel latte, come il lattosio. 
  • zuccheri aggiunti ai diversi alimenti, confezionati e non. 
 
La diminuzione raccomandata dall’Oms, infatti, riguarda soprattutto la quantità di zuccheri aggiunti che, quando in eccesso, possono favorire la comparsa di problemi di salute, dalle carie dentali, all’obesità, al diabete.  
Dal momento che quelli naturalmente presenti nei cibi non si possono e non si devono eliminare, ridurre la quantità di zuccheri aggiunti da assumere è fondamentale: il 60% dello zucchero che assumiamo infatti proviene dai cibi industriali confezionati, ma anche da quelli presenti nel miele e nei succhi di frutta. 
Gli zuccheri sono carboidrati ‘semplici’ che si distinguono in monosaccaridi e disaccaridi a seconda che siano costituiti da una o due molecole.  Gli zuccheri semplici presenti nella nostra alimentazione sono il glucosio, il fruttosio, il saccarosio, il lattosio e il maltosio. Hanno tutti sapore più o meno dolce, apportano tutti 4 calorie per grammo e sono variamente distribuiti nei seguenti alimenti: 
Frutta 
Verdura 
Latte e yogurt 
Dolci in genere e bevande zuccherate 
Zuccheri aggiunti come tali da noi (per esempio quelli messi nel caffè, che siano di canna o di barbabietola, con le varie sfumature di raffinazione, fruttosio in bustine, miele, sciroppo d’acero, zucchero di cocco, ecc). 
Quali sono i limiti giornalieri? 
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare una quantità di zuccheri semplici pari al 10% dell’introito calorico giornaliero: per un adulto con un fabbisogno di circa 2000 calorie, questa quantità corrisponde a 50 grammi (10 cucchiaini) al giorno. 
C’è però una distinzione da fare fra: 
zuccheri naturalmente presenti nel cibo, in sostanza quelli contenuti nella frutta, come il fruttosio, o nel latte, come il lattosio. 
zuccheri aggiunti ai diversi alimenti, confezionati e non. 
 
La diminuzione raccomandata dall’Oms, infatti, riguarda soprattutto la quantità di zuccheri aggiunti che, quando in eccesso, possono favorire la comparsa di problemi di salute, dalle carie dentali, all’obesità, al diabete.  
Dal momento che quelli naturalmente presenti nei cibi non si possono e non si devono eliminare, ridurre la quantità di zuccheri aggiunti da assumere è fondamentale: il 60% dello zucchero che assumiamo infatti proviene dai cibi industriali confezionati, ma anche da quelli presenti nel miele e nei succhi di frutta.