Storia del Gelato

Non è facile risalire con esattezza a quando sia nato il gelato, né fare una ricostruzione cronologica.
Alcuni sostengono che il primo “mangia e bevi” di latte di capra misto a neve, fu offerto da Isacco ad Abramo.
Ci sono altri che fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo e individuandola presso le popolazioni dell’estremo Oriente, in particolare presso i Cinesi.
Al tempo dei Romani fu l’imperatore Nerone, nell’anno 62 d.C., che offrì ai suoi invitati una bevanda consistente in frutta tritata, miele e neve.

RUGGERI

E’ un certo Ruggeri, un fiorentino dei primi del 500, uno dei tre principali nomi che faranno la storia nel campo della gelateria. Partecipò ad un concorso indetto dai signori di Firenze e, presentando il suo sorbetto, sbaragliò ogni altro concorrente.

BERNARDO BUONTALENTI

Sempre a Firenze troviamo, nella seconda metà del Cinquecento, un altro gelatiere degno di questo nome: Bernardo Buontalenti. Preparò una crema aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance, refrigerata con una miscela di sua invenzione. Bernardo ideò speciali costruzioni semi interrate, dotate di un’intercapedine, riempite di sughero e foderate di legno e canne per consentire lo scorrere dell’acqua mano a mano che il ghiaccio si scioglieva. 

FRANCESCO PROCOPIO dei COLTELLI

Chi impostò la produzione del gelato artigianale su scala “industriale” con vendita al pubblico fu un Siciliano Francesco Procopio de Coltelli che, un secolo dopo, forte solo di una rudimentale sorbetteria lasciatagli in eredità dal nonno, diede una svolta definitiva alla propria vita partendo alla volta di Parigi.

Nell’anno 1660 aprì il suo primo caffè-gelateria nella capitale transalpina. Luigi XIV, il Re Sole, lodò pubblicamente i suoi prodotti contribuendo non poco ad aumentare il suo successo. Il “Café Procope” divenne uno dei più celebri caffè d’Europa.

NEGLI U.S.A.

Ma è in America, o meglio negli Stati Uniti, che il gelato fece un’indicibile fortuna. Ciò sembra sia merito di un altro italiano, il genovese Giovanni Bosio che nel 1770 aprì a New York la prima gelateria.

IN EUROPA

L’Austria e la Germania in particolare videro per primi la vendita ambulante di gelato, una tradizione che ancora oggi continua ed ha assunto un’importanza economica di grande rilievo.
Oggi i carrettini sono stati sostituiti da oltre 5.000 moderne gelaterie italiane soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma anche in Olanda e in altri paesi del Nord che si aprono verso febbraio - marzo ed occupano oltre 15.000 addetti per lo più italiani.

Ma l’anno più importante che consentì una svolta nella produzione del gelato fu il 1927, quando il bolognese Otello Cattabriga costruì la prima gelatiera automatica. Il resto è storia più vicina, lo sviluppo degli ultimi decenni ci porta alla situazione attuale.

IL GELATO NEL VENETO


Permetteteci, da azienda veneta di fare una breve panoramica sulle radici del gelato artigianale nel Veneto.
Nei libri di storia si legge che nella seconda metà del 1800 la Val Zoldana e il Cadore attraversarono una profonda crisi economica, che indusse gli abitanti delle valli a trasferirsi a Nord delle Alpi. Questi emigranti iniziarono a proporre il gelato che veniva preparato in apposite tinozze, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tini di legno, che venivano isolati con dei sacchi e che lo mantenevano solido fino a sera. Una cosa comunque è certa: i primi gelatieri nel Veneto furono proprio i Cadorini, forse per l’abbondanza di ottime materie prime come il latte, la panna, le uova, i frutti di bosco, ma anche di neve e ghiaccio naturali, e di luoghi naturalmente refrigerati anche d’estate come grotte ed acqua di torrente.

Le due guerre mondiali rallentarono la diffusione di gelaterie artigianali, che riprese con maggior vigore alla fine del periodo bellico, in quasi tutta Europa, fino ai giorni nostri.